Saper leggere gli avversari

10 dicembre 2012 da Anna

Oltre ad essere un gioco di strategia, il poker è anche un gioco psicologico, dove è necessario essere in grado di leggere gli avversari.

Se si riesce a intuire lo stato d’animo degli avversari in gioco, infatti, si possono avere preziose informazioni sul valore delle loro mani. Per fare un esempio molto semplice, se un giocatore è rilassato è più probabile che in mano abbia delle buone carte. Viceversa, se l’avversario e teso è possibile che le carte che possiede non siano affatto buone e che quindi abbia paura di perdere. Riuscire a capire queste cose ci da l’incredibile possibilità di gestire diversamente il nostro gioco, in base alla situazione degli avversari.

Anche se può sembrare un passeggiata, riuscire a capire davvero cosa passa nella testa di perfetti sconosciuti seduti al tavolo non è affatto facile. In primo luogo perché ciascuno di loro sta cercando di fare la stessa cosa. Ogni giocatore che si rispetti, non appena seduto al tavolo, ancora prima di iniziare a giocare, cerca di capire che tipo di giocatori si troverà a sfidare. Perciò bisogna ricordarsi che non siamo solo noi a cercare di leggere gli altri! Anche gli altri stanno cercando di leggere i nostri segnali e quindi dobbiamo concentrarci per evitare di mandare segnali di qualunque tipo che gli altri giocatori possono sfruttare a proprio vantaggio. Un secondo motivo per cui non è affatto facile capire cosa passa nella mente degli avversari sta nel fatto che tutti i giocatori di poker, presto o tardi, tenteranno di bluffare, per confondere gli avversari. Un bluff ben riuscito può modificare radicalmente i destini di un partita. Perciò, quando si cerca di leggere un avversario bisognerebbe anche cercare di capire se stiamo leggendo quello che vuole farci credere, che è qualcosa di falso, oppure se stiamo davvero capendo il reale stato d’animo dell’avversario.

Per riuscire a leggere bene gli avversari, senza farsi imbrogliare da bluff ben riusciti, sono necessari anni ed anni di esperienza. Alcune volte, poi, anche se siamo ormai giocatori esperti, conviti di riuscire a smascherare qualunque avversario, ci imbattiamo in qualcuno ancora più bravo di noi, un vero attore e non riusciamo a capire che ci sta prendendo in giro. Ma “c’est la vie”, inutile prendersela troppo, significa che dobbiamo migliorare ancora di più la nostra tecnica. Ecco alcuni modi per tenere davvero sotto controllo i nostri avversari.

Giocatori nervosi

L’agitazione e il nervosismo sono due ottimi segnali per capire la situazione dei nostri avversari. Ma attenzione, non significa sempre che stanno giocando un mano terribile. Prendiamo ad esempio un tremore delle mani: questo segnale, subito dopo aver puntato non significa solo che le carte in mano sono brutte; più probabilmente questo segnale vorrà dire che il giocatore ha in mano delle carte così forti da permettergli un rilassamento, che provoca una diminuzione della tensione e un minor controllo sulle mani.

Un altro sintomo di nervosismo può essere quello che deriva dal tamburellare le dita sul tavolo. Questo comportamento, nella maggior parte dei casi, significa che il giocatore è impaziente perché sta bluffando. Se avesse una mano davvero forte si sentirebbe rilassato e non avrebbe bisogno di sfogare lo stress tamburellando le dita sul tavolo.

Anche il respiro dei giocatori ci può dare utili indizi: i giocatori che hanno mani forti iniziano a respirare più pesantemente. Quelli che bluffano, invece, per paura di lanciare strani segnali si immobilizzano e vanno quasi in apnea: se vedete un giocatore dalla faccia quasi blu, è quasi certo che stia bluffando!

I pessimi attori

Per giocare a poker riuscendo ad ingannare davvero gli avversari bisogna essere anche dei bravi attori. Non tutti i giocatori riescono a mettere in scena delle buone recite e finiscono così per tradirsi da soli. Se riuscirete a smascherare i pessimi attori, sarà molto semplice capire che stanno bluffando e lo stanno facendo anche male. Un esempio di recita non riuscita è quella di chi solleva le spalle e sbuffa, magari subito dopo aver ricevuto le carte. Vorrebbe farci credere di aver ricevuto delle brutte carte e che oggi proprio la fortuna non è dalla sua parte. Tuttavia è molto più probabile che le sue carte non siano poi così deboli, perché se lo fossero davvero non avrebbe alcun senso comunicarlo a tutti gli altri giocatori seduti al tavolo… Se il vostro avversario si lamenta e le vostre carte sono brutte, meglio ritirarsi finché si è in tempo.

Si può recitare anche nel momento in cui si fa una puntata: puntare con molta enfasi è di solito segno di mani deboli. Se uno ha davvero una mano forte non ha alcun bisogno di farlo capire facendo una puntata esagerata o facendo gesti teatrali. Chi invece si sente insicuro della propria mano sarà portato a fare questi gesti per darsi forza.